Il Kosakenland non nacque improvvisamente nell’autunno del 1944.
Alle sue spalle c’erano decenni di rivoluzioni, guerre civili, esilio e contrapposizioni politiche che avevano diviso profondamente il mondo russo e cosacco.
Quando la Germania nazista invase l’Unione Sovietica nel giugno del 1941, una parte dei cosacchi vide nell’avanzata tedesca la possibilità di combattere il regime bolscevico e di recuperare almeno una parte dell’autonomia perduta dopo la Rivoluzione russa.
Per il Terzo Reich, invece, quelle comunità rappresentavano uomini, esperienza militare e formazioni da utilizzare nella guerra contro l’Unione Sovietica.
Da questa convergenza di interessi nacque una collaborazione destinata, pochi anni dopo, a portare migliaia di cosacchi fino alle montagne del Friuli.
La Rivoluzione del 1917 e la guerra civile russa avevano lasciato una frattura profonda.
Molti cosacchi avevano combattuto nelle Armate Bianche contro i bolscevichi e, dopo la vittoria sovietica, una parte delle élite militari e politiche era stata costretta all’esilio.
Repressioni, confische, deportazioni e la perdita delle tradizionali autonomie alimentarono per decenni un forte sentimento antisovietico.
Quando Hitler invase l’Unione Sovietica nel 1941, una parte del mondo cosacco vide nella guerra una nuova possibilità di combattere il regime sovietico.
Per il Terzo Reich, invece, la disponibilità dei cosacchi rappresentava un vantaggio militare: uomini esperti e formazioni combattenti da utilizzare contro l’Armata Rossa.
Gli obiettivi erano diversi, ma per alcuni anni finirono per convergere.
La collaborazione fu accompagnata da promesse politiche.
Nel novembre 1943 le autorità tedesche prospettarono ai cosacchi la possibilità di ottenere forme di autonomia e un territorio nel quale stabilirsi, qualora il ritorno nelle regioni del Don, del Kuban e del Terek fosse rimasto impossibile.
Ma nel 1944 l’andamento della guerra stava ormai cambiando.
L’Armata Rossa avanzava rapidamente verso occidente. Il ritorno nelle terre cosacche diventava sempre più improbabile e migliaia di militari, civili e famiglie seguivano la ritirata tedesca attraverso l’Europa.
La necessità di trovare una nuova terra diventò sempre più urgente.
Nello stesso momento il Terzo Reich affrontava un altro problema.
Nel Friuli occupato, inserito nella Zona d’Operazioni del Litorale Adriatico (OZAK), la Resistenza aveva acquisito un crescente controllo delle montagne e minacciava importanti vie di comunicazione verso l’Austria.
Per le autorità tedesche le formazioni cosacche potevano svolgere una doppia funzione: combattere i partigiani e presidiare un territorio strategico, offrendo contemporaneamente alle comunità cosacche un’area nella quale insediarsi.
Gli interessi dei due mondi finirono così per incontrarsi.
Per il Terzo Reich: forze militari, controllo del territorio e lotta alla Resistenza.
Per una parte dei cosacchi: protezione, continuità della lotta antisovietica e la promessa di una nuova patria.
Da questa convergenza, fragile e destinata a durare quanto la guerra, nacque il progetto del Kosakenland in Norditalien.
Il progetto del Kosakenland nacque anche dalle scelte di uomini provenienti da esperienze molto diverse: generali dell’Impero russo, comandanti militari, atamani ed esponenti dell’emigrazione antisovietica. Questi ritratti aiutano a comprendere il mondo politico e militare che arrivò fino alle montagne del Friuli.
Pëtr Nikolaevič Krasnov fu uno dei più noti comandanti cosacchi del XX secolo.
Generale dell’esercito imperiale russo, combatté nella Prima guerra mondiale e, dopo la Rivoluzione del 1917, divenne uno dei principali esponenti delle Armate Bianche impegnate contro i bolscevichi.
Dopo la vittoria sovietica visse a lungo in esilio, continuando a sostenere la causa cosacca e la lotta contro il regime comunista.
Durante la Seconda guerra mondiale appoggiò apertamente la collaborazione con la Germania nazista, nella speranza che la sconfitta dell’Unione Sovietica consentisse la rinascita politica delle comunità cosacche.
Negli ultimi mesi della guerra raggiunse anche la Carnia, dove la sua presenza ebbe soprattutto un forte valore politico e simbolico.
Dopo la resa in Austria venne consegnato alle autorità sovietiche, processato a Mosca e condannato a morte. Fu impiccato il 17 gennaio 1947.
Ruolo: leader politico cosacco
Origine: Cosacchi del Don
Nel Kosakenland: figura politica e simbolica di riferimento
Destino: consegnato all’URSS e giustiziato nel 1947
Timofej Domanov fu uno dei principali comandanti militari delle formazioni cosacche che collaborarono con la Germania durante la Seconda guerra mondiale.
Veterano dell’esercito russo e della guerra civile contro i bolscevichi, divenne uno degli uomini di riferimento del Kazachij Stan, il grande raggruppamento militare e civile trasferito in Italia nel 1944.
In Carnia ebbe un ruolo operativo centrale nell’organizzazione delle forze cosacche, nel presidio del territorio e nelle operazioni antipartigiane.
Alla fine della guerra seguì le proprie truppe nella ritirata verso l’Austria. Consegnato dalle autorità britanniche all’Unione Sovietica, fu processato e giustiziato insieme a Krasnov nel gennaio 1947.
Ruolo: comandante militare
Formazione: Kazachij Stan
Nel Kosakenland: responsabile operativo delle forze cosacche
Destino: consegnato all’URSS e giustiziato nel 1947
Sultan Klyč-Girej apparteneva all’aristocrazia circassa del Caucaso e fu uno dei principali esponenti del movimento antisovietico caucasico.
Durante la Seconda guerra mondiale collaborò con la Germania e assunse il comando di formazioni caucasiche trasferite in Friuli insieme alle comunità cosacche.
Nel territorio del Kosakenland ebbe responsabilità sulle aree settentrionali della Carnia nelle quali erano state insediate soprattutto popolazioni caucasiche.
La sua figura ricorda un aspetto fondamentale della vicenda: il Kosakenland non fu composto esclusivamente da cosacchi, ma comprese anche circassi e altri gruppi provenienti dal Caucaso, con culture e religioni differenti.
Ruolo: comandante caucasico
Origine: Circassia / Caucaso
Nel Kosakenland: riferimento delle formazioni caucasiche
Destino: consegnato all’Unione Sovietica e giustiziato nel 1947
Vyacheslav Grigor’evič Naumenko fu uno dei più importanti rappresentanti dell’emigrazione cosacca dopo la Rivoluzione russa.
Ufficiale dell’esercito imperiale e atamano dei Cosacchi del Kuban, combatté contro i bolscevichi durante la guerra civile e, dopo la sconfitta delle Armate Bianche, visse in esilio.
Durante la Seconda guerra mondiale sostenne la causa antisovietica e la collaborazione di parte delle comunità cosacche con la Germania, nella speranza di ottenere il riconoscimento di una futura autonomia.
Il suo ruolo fu principalmente politico e rappresentativo, più che operativo nelle vicende della Carnia.
Diversamente da Krasnov e Domanov, evitò la consegna all’Unione Sovietica. In seguito emigrò negli Stati Uniti, dove continuò a occuparsi della memoria e della cultura cosacca fino alla morte, nel 1979.
Ruolo: atamano e dirigente politico
Origine: Cosacchi del Kuban
Nel progetto cosacco: figura politica di riferimento dell’emigrazione cosacca
Destino: emigrato negli Stati Uniti
Il Kosakenland non fu un progetto autonomo dei cosacchi. La sua nascita fu resa possibile dalle decisioni politiche e militari della Germania nazista, prima nei territori occupati dell’Unione Sovietica e successivamente nella Zona d’Operazioni del Litorale Adriatico.
Odilo Globočnik fu uno dei più importanti dirigenti delle SS nell’area del Litorale Adriatico.
Nel 1943 venne nominato comandante superiore delle SS e della Polizia dell’Operationszone Adriatisches Küstenland, la zona sotto diretto controllo tedesco che comprendeva anche il Friuli.
Nell’estate del 1944 sostenne il trasferimento e l’impiego delle formazioni cosacco-caucasiche in Carnia.
Per il comando tedesco esse rappresentavano una forza da utilizzare nel presidio delle vallate, nella protezione delle vie di comunicazione con l’Austria e nella repressione della Resistenza.
Il suo ruolo lega direttamente la politica del Terzo Reich alla concreta nascita del Kosakenland nelle montagne friulane.
Ruolo: comandante superiore delle SS e della Polizia
Area: OZAK
Nel Kosakenland: promotore dell’impiego delle formazioni cosacco-caucasiche in Friuli
Destino: morto nel maggio 1945
Alfred Rosenberg fu uno dei principali ideologi del nazionalsocialismo e ministro del Reich per i Territori occupati a Est.
Nel quadro della politica tedesca verso le popolazioni sovietiche, contribuì alla definizione delle promesse rivolte ai cosacchi che combattevano contro l’Unione Sovietica.
Nel novembre 1943 un proclama tedesco prospettò forme di autonomia nelle terre cosacche e, qualora il ritorno fosse stato temporaneamente impossibile, la possibilità di insediamenti in altri territori controllati dal Reich.
Queste promesse costituirono uno degli strumenti attraverso i quali la Germania cercò di mantenere il sostegno delle formazioni cosacche.
Nel 1944, mentre il fronte orientale crollava, quella prospettiva avrebbe trovato una concreta e provvisoria applicazione nelle montagne del Friuli.
Ruolo: ministro del Reich e ideologo nazista
Nel progetto cosacco: sostenitore della politica di collaborazione e delle promesse di autonomia
Destino: processato a Norimberga e giustiziato nel 1946