Voci, testimonianze e ricerca
Kosakenland raccoglie interviste a storici, studiosi e testimoni per approfondire i diversi aspetti della presenza cosacco-caucasica in Carnia e nell’Alto Friuli tra il 1944 e il 1945.
Ogni contributo affronta un tema specifico: l’arrivo dei cosacchi, l’occupazione dei paesi, gli sfollamenti, la convivenza con la popolazione locale, i luoghi, le persone e le vicende rimaste nella memoria delle comunità.
Le testimonianze dirette si intrecciano con il lavoro degli storici e degli studiosi, permettendo di ricostruire non soltanto gli avvenimenti, ma anche il clima e la complessità di quel periodo. Attraverso i racconti personali, i ricordi e il contributo della ricerca storica diventa così possibile avvicinarsi alla realtà, spesso drammatica e contraddittoria, dell’occupazione cosacca e comprenderne le conseguenze sulla vita quotidiana delle popolazioni locali.
Kosakenland è un progetto in divenire. Questa raccolta non vuole essere conclusa, ma continuare ad ampliarsi nel tempo attraverso nuove interviste, nuove testimonianze e nuovi contributi di ricerca.
Ogni nuova voce può aggiungere un frammento alla ricostruzione di una storia complessa, ancora profondamente presente nella memoria della Carnia e dell’Alto Friuli.
L’arrivo dei cosacchi modificò profondamente la vita dei paesi. Sfollamenti, requisizioni e coabitazioni forzate raccontano la difficile quotidianità delle popolazioni friulane durante i mesi dell’occupazione.
Studioso e ricercatore di storia locale, Pieri Stefanutti ha dedicato particolare attenzione alle vicende della Carnia e dell’Alto Friuli durante la Seconda guerra mondiale. Nelle interviste realizzate per Kosakenland ricostruisce luoghi, avvenimenti e memorie legati alla presenza cosacco-caucasica e al rapporto tra gli occupanti e le comunità friulane.
La figura di don Graziano Boria, pievano di Verzegnis, e la scelta dei giovani del paese di non rispondere alle cartoline di precetto e di sottrarsi all’arruolamento dandosi alla macchia. Una vicenda che racconta anche la coesione di una comunità di fronte alle imposizioni dell’occupazione e della guerra.
Studiosa della presenza cosacca in Carnia e della memoria di quegli avvenimenti, Patrizia Deotto ha dedicato particolare attenzione alla dimensione quotidiana dell’occupazione e alle testimonianze delle comunità locali. Nei suoi contributi per Kosakenland, luoghi, persone e memorie diventano il punto di partenza per ricostruire l’impatto della guerra sulla vita delle popolazioni.
La sua presenza negli studi sul tema è ben documentata: tra i suoi contributi figurano lavori sulla quotidianità dell’occupazione e sulla Stanica Terskaja.
Paola Del Din ricorda la presenza dei cosacchi in Carnia e alcuni aspetti che colpirono la popolazione locale, come il rapporto strettissimo con i cavalli, che talvolta venivano portati persino all’interno delle abitazioni. Un ricordo diretto dell’incontro tra due mondi e due culture profondamente differenti.
Partigiana friulana e figura di primo piano della Resistenza, Paola Del Din (1923–2025) partecipò giovanissima alla lotta di Liberazione nelle file della Brigata Osoppo, con il nome di battaglia “Renata”. Impegnata in delicate missioni di collegamento con gli Alleati, nel 1945 fu paracadutata in Friuli per proseguire la propria attività clandestina.
Medaglia d’Oro al Valor Militare, è stata una delle più autorevoli testimoni della Resistenza friulana. La sua testimonianza per Kosakenland restituisce lo sguardo diretto di chi visse quegli avvenimenti e conobbe la realtà dell’occupazione cosacco-caucasica e della guerra partigiana.
L’arrivo delle formazioni cosacco-caucasiche e delle loro famiglie nell’autunno del 1944: soldati e civili, uomini, donne e bambini, carri e cavalli che trasformarono in breve tempo il volto delle vallate carniche.
Studioso e ricercatore di storia locale, Pieri Stefanutti ha dedicato particolare attenzione alle vicende della Carnia e dell’Alto Friuli durante la Seconda guerra mondiale. Nelle interviste realizzate per Kosakenland ricostruisce luoghi, avvenimenti e memorie legati alla presenza cosacco-caucasica e al rapporto tra gli occupanti e le comunità friulane.
L’arrivo dei cosacchi attraverso le parole e la memoria della popolazione locale. I “Mongui”, come venivano chiamati nel racconto popolare, rappresentarono l’apparizione improvvisa nelle vallate friulane di uomini e famiglie provenienti da un mondo lontanissimo e quasi sconosciuto.
Studiosa della presenza cosacca in Carnia e della memoria di quegli avvenimenti, Patrizia Deotto ha dedicato particolare attenzione alla dimensione quotidiana dell’occupazione e alle testimonianze delle comunità locali. Nei suoi contributi per Kosakenland, luoghi, persone e memorie diventano il punto di partenza per ricostruire l’impatto della guerra sulla vita delle popolazioni.
La sua presenza negli studi sul tema è ben documentata: tra i suoi contributi figurano lavori sulla quotidianità dell’occupazione e sulla Stanica Terskaja.
Paola Del Din riflette sulla sorte dei cosacchi alla fine della guerra e sulla loro consegna da parte britannica all’Unione Sovietica. Una decisione che considera un errore, in particolare per coloro che non erano cittadini sovietici e che furono comunque coinvolti nel rimpatrio forzato.
Partigiana friulana e figura di primo piano della Resistenza, Paola Del Din (1923–2025) partecipò giovanissima alla lotta di Liberazione nelle file della Brigata Osoppo, con il nome di battaglia “Renata”. Impegnata in delicate missioni di collegamento con gli Alleati, nel 1945 fu paracadutata in Friuli per proseguire la propria attività clandestina.
Medaglia d’Oro al Valor Militare, è stata una delle più autorevoli testimoni della Resistenza friulana. La sua testimonianza per Kosakenland restituisce lo sguardo diretto di chi visse quegli avvenimenti e conobbe la realtà dell’occupazione cosacco-caucasica e della guerra partigiana.
Le vicende di Bordano e Trasaghis permettono di osservare l’occupazione da una prospettiva locale: l’arrivo dei cosacchi, lo sfollamento della popolazione e le conseguenze sulla vita quotidiana delle comunità.
Studioso e ricercatore di storia locale, Pieri Stefanutti ha dedicato particolare attenzione alle vicende della Carnia e dell’Alto Friuli durante la Seconda guerra mondiale. Nelle interviste realizzate per Kosakenland ricostruisce luoghi, avvenimenti e memorie legati alla presenza cosacco-caucasica e al rapporto tra gli occupanti e le comunità friulane.
Durante l’occupazione, Verzegnis divenne uno dei luoghi significativi dell’insediamento cosacco. L’intervista ricostruisce la realtà della Stanitsa Tèrskaja e racconta come l’organizzazione cosacca si inserì negli spazi e nella vita di una comunità friulana già profondamente segnata dalla guerra.
Studiosa della presenza cosacca in Carnia e della memoria di quegli avvenimenti, Patrizia Deotto ha dedicato particolare attenzione alla dimensione quotidiana dell’occupazione e alle testimonianze delle comunità locali. Nei suoi contributi per Kosakenland, luoghi, persone e memorie diventano il punto di partenza per ricostruire l’impatto della guerra sulla vita delle popolazioni.
La sua presenza negli studi sul tema è ben documentata: tra i suoi contributi figurano lavori sulla quotidianità dell’occupazione e sulla Stanica Terskaja.
Una convivenza imposta dalla guerra e ricordata in modi anche profondamente diversi: paura e violenza, ma anche rapporti quotidiani, scambi e incontri personali. Memorie differenti che restituiscono la complessità di quei mesi.
Studioso e ricercatore di storia locale, Pieri Stefanutti ha dedicato particolare attenzione alle vicende della Carnia e dell’Alto Friuli durante la Seconda guerra mondiale. Nelle interviste realizzate per Kosakenland ricostruisce luoghi, avvenimenti e memorie legati alla presenza cosacco-caucasica e al rapporto tra gli occupanti e le comunità friulane.